Brand New Day: quando Spider-Man ricomincia da capo

Il seguente articolo è stato scritto per la rivista trimestrale LibriCK di Edizioni Open. Collaboro con questa realtà da ormai già 3 numeri, ma questo è il primo articolo non tratto da un copione di un mio video, e dunque inedito.

C’è qualcosa di curioso nel fatto che un film di Spider-Man possa intitolarsi Brand New Day: per chi conosce il personaggio attraverso il cinema, quelle tre parole possono dichiarare l’inizio di una nuova fase, la possibilità per Peter Parker di lasciarsi alle spalle ciò che è stato e affrontare una nuova avventura. Per chi invece segue da anni la storia editoriale dell’Uomo Ragno, Brand New Day è un’espressione dotata di un peso completamente diverso, perché identifica una delle più importanti operazioni di rinnovamento della testata negli ultimi decenni; una fase nata direttamente dalle conseguenze di One More Day, una delle storie che hanno generato le reazioni più dure nella storia moderna del personaggio.

Ed è proprio questo che rende interessante il rapporto tra il film e il fumetto in quanto il titolo è lo stesso, l’idea di fondo è apparentemente simile e in entrambi i casi Spider-Man si trova davanti a una nuova fase della propria esistenza: il significato culturale di questa ripartenza, tuttavia, cambia profondamente a seconda del mezzo, del momento storico e soprattutto del rapporto che il pubblico aveva costruito con ciò che veniva cancellato o modificato. Nel fumetto, Brand New Day arrivò dopo una frattura che aveva lasciato una parte dei lettori profondamente insoddisfatta; nel cinema, invece, come l’occasione per riportare Peter Parker al centro della propria storia e permettere al personaggio di evolversi ulteriormente dopo gli eventi di Endgame e No Way Home.

Per comprendere questo paradosso bisogna quindi tornare al 2007, quando Marvel pubblicò One More Day, una storia scritta da J. Michael Straczynski e Joe Quesada destinata a cambiare radicalmente lo status quo di Spider-Man. La premessa era relativamente semplice: Peter Parker aveva bisogno di salvare la vita di sua zia May, gravemente ferita dopo gli eventi di Civil War, e per ottenere questo risultato avrebbe accettato un accordo con Mephisto, il quale avrebbe salvato May in cambio di qualcosa di estremamente importante per Peter e Mary Jane: il loro matrimonio.

La scelta aveva una precisa motivazione editoriale: Peter Parker era sposato con Mary Jane dal 1987 e, dopo circa vent’anni, Marvel aveva maturato l’idea che quella relazione avesse portato il personaggio in una direzione percepita come troppo distante dall’immagine di Spider-Man giovane e tormentato che aveva caratterizzato gran parte della sua storia.

Il problema, naturalmente, era che quel matrimonio, per una parte consistente dei lettori, era diventato uno degli elementi attraverso i quali Peter Parker era cresciuto, aveva costruito una vita adulta e aveva trasformato progressivamente la propria identità.Proprio per questo, la conclusione di One More Day produsse così una situazione singolare: la realtà era stata modificata attraverso un patto demoniaco, il ricordo del matrimonio era stato rimosso dalla mente dei personaggi e Spider-Man si ritrovava, editorialmente, in una posizione molto più vicina a quella che aveva occupato prima di sposarsi… E fu questa la porta d’ingresso per Brand New Day.

Il nome della nuova fase era perfettamente coerente con l’obiettivo di Marvel: una giornata nuova, una nuova vita, un nuovo Spider-Man. La testata doveva recuperare una certa leggerezza, aumentare il ritmo delle avventure, introdurre nuovi personaggi e nuovi antagonisti e, soprattutto, restituire a Peter una condizione narrativa più flessibile; e così One More Day e Brand New Day finirono per avere due fortune critiche differenti. One More Day rimase fortemente associato alla controversia che aveva accompagnato la cancellazione del matrimonio tra Peter e Mary Jane; Brand New Day, invece, ebbe la possibilità di essere giudicato anche per ciò che stava effettivamente raccontando.  È una distinzione che permette di comprendere come un’operazione editoriale possa essere contestata nella sua premessa e, contemporaneamente, produrre materiale narrativo apprezzabile; ed è proprio qui che il titolo Brand New Day assume un significato quasi ironico quando arriva al cinema.

Perché se il fumetto utilizzò quelle parole per presentare al pubblico una nuova fase di Spider-Man dopo aver cancellato uno degli elementi più importanti della sua storia adulta, il film può utilizzare lo stesso concetto in un momento nel quale il pubblico cinematografico sembra avere una relazione completamente diversa con l’idea di “ricominciare”. Dopo tutto ciò che il personaggio ha attraversato, il nuovo capitolo può essere presentato come una ripartenza, una condizione dalla quale costruire nuovamente il rapporto tra Peter, la sua identità di Spider-Man e il mondo che lo circonda; e in questo senso, il titolo non deve necessariamente essere letto come un riferimento diretto alla trama del fumetto ma come una citazione concettuale, un termine che richiama una tradizione editoriale e contemporaneamente comunica al pubblico cinematografico l’idea di un nuovo inizio.

Ma facciamo un passo indietro.

Nel gennaio del 2008 usciva Amazing Spider Man numero 546, il primo vero capitolo della nuova fase: dopo One More Day, Peter Parker aveva una nuova vita davanti a sé, con Marvel che aveva deciso di trasformare profondamente anche la struttura della pubblicazione: le altre testate regolari dedicate a Spider Man venivano chiuse e Amazing Spider Man diventava il centro dell’intera linea editoriale; la serie passava inoltre a una pubblicazione tre volte al mese, con una squadra di sceneggiatori e disegnatori che si alternava nella costruzione delle storie. Tra gli autori coinvolti c’erano Dan Slott, Marc Guggenheim, Bob Gale e Zeb Wells, insieme ad altri sceneggiatori che sarebbero entrati progressivamente nel gruppo creativo. Marvel voleva rendere Spider Man più accessibile, aumentare la frequenza delle pubblicazioni e creare un punto d’ingresso facilmente comprensibile per nuovi lettori; e dal punto di vista puramente editoriale l’idea aveva una sua logica.

Il problema era che il pubblico aveva appena assistito alla cancellazione del matrimonio di Peter Parker senza alcun vero pathos né arco narrativo di crescita associato. Il matrimonio tra Peter e MJ era troppo “perfetto” per essere messo in dubbio, e l’unico modo era cancellarlo di botto in One More Day

Brand New Day fumettistica doveva quindi svolgere una funzione particolarmente difficile: convincere i lettori ad affezionarsi a un nuovo Spider Man proprio dopo una decisione che molti di loro avevano rifiutato.

E quando Marvel e Sony hanno annunciato Spider Man: Brand New Day, il riferimento al fumetto non poteva essere casuale.

Il film è diretto da Destin Daniel Cretton e scritto da Chris McKenna ed Erik Sommers, con la storia che riparte quattro anni dopo No Way Home: Peter vive in una condizione di solitudine quasi assoluta perché il mondo ha dimenticato chi sia, mentre lui continua a ricordare le persone che ha perso.

La situazione narrativa è diversa, ma la funzione drammaturgica è sorprendentemente simile: Peter Parker viene privato di una parte fondamentale della propria vita per poter continuare a essere Spider Man; ma questa volta, il pubblico, non ha necessariamente la sensazione che gli sia stato tolto qualcosa di importante. Nel fumetto, il cambiamento nasceva da una decisione editoriale che aveva bisogno di una giustificazione narrativa: Marvel voleva un Peter Parker single e più vicino a una determinata idea del personaggio, quindi la storia doveva trovare un modo per arrivare a quel risultato usando Zia May come pretesto. Nel cinema, invece, la solitudine di Peter è stata costruita come conseguenza di una scelta compiuta dal personaggio stesso: Peter decide di sacrificare il rapporto con MJ, Ned e tutti coloro che lo conoscono affinché l’universo possa essere salvato. La sua nuova condizione non appare quindi come un semplice reset imposto dall’alto con violenza, ma come il risultato tragico di una decisione coerente con la filosofia fondamentale di Spider Man: la responsabilità. E mentre il Peter di Brand New Day cartaceo era riportato verso una condizione da giovane adulto disponibile sentimentalmente, circondato da nuove relazioni e nuovi personaggi, e ignaro del suo passato, quello cinematografico deve confrontarsi con l’idea che una persona che lo amava profondamente possa esistere perfettamente anche senza di lui.

Anche la risposta commerciale dimostra quanto questa impostazione abbia funzionato.

Dopo un’apertura già straordinaria, Spider Man: Brand New Day ha raggiunto 1.67 miliardi di dollari globali in dieci giorni, con 655 milioni raccolti in Nord America e oltre un miliardo nei mercati internazionali. Il film è diventato il maggiore incasso del 2026 e si è avvicinato ai record storici per il secondo weekend; anche in Italia il risultato è stato particolarmente forte: il film ha registrato oltre 4 milioni di euro al debutto, con più di 516 mila spettatori in 468 sale, superando il debutto italiano di No Way Home e diventando il secondo miglior esordio per un cinecomic nel mercato italiano dopo Avengers: Endgame. Un successo che dimostra come la formula del nuovo inizio possa funzionare quando il pubblico percepisce una continuità emotiva tra ciò che è stato e ciò che viene dopo, piuttosto che un semplice reset.

Si tende poi a dire che i lettori di fumetti siano ostili ai cambiamenti, eppure Spider Man è stato sottoposto a decine di trasformazioni nel corso della propria storia: Peter Parker ha cambiato costume, lavoro, relazioni, amici, nemici, status sociale, rapporto con gli altri eroi e persino natura dei propri poteri. In alcuni periodi è stato sposato, in altri single; in alcuni momenti è stato un giovane studente, in altri un adulto con una carriera consolidata. È chiaro come il lettore possa accettare che Peter cresca, purché la crescita produce nuove possibilità, così come possa accettare che una relazione finisca, purché la fine di una relazione possa produrre una storia interessante; può accettare persino una modifica radicale della continuità, se quella modifica viene trasformata in una premessa narrativa interessante. Diventa molto più difficile accettare una modifica quando il suo scopo appare principalmente legato alla necessità di riportare il personaggio a una condizione precedente.

Il confronto con Mary Jane rende questa differenza ancora più evidente: nel fumetto, il rapporto con MJ veniva riportato dentro una dimensione più instabile, permettendo alla serie di esplorare altre relazioni; nel film, invece, MJ continua a rappresentare ciò che Peter ha perso, con il sentimento di Peter verso di lei che diventa parte della sua identità anche quando lei non può più ricordare il loro passato. Il film porta così alle estreme conseguenze una delle idee più importanti introdotte da No Way Home: essere Spider Man significa spesso amare qualcuno sapendo che la propria responsabilità potrebbe impedirti di vivere quella relazione normalmente. Il sacrificio di Peter acquista quindi un significato romantico e tragico che nel fumetto era stato molto più difficile da ottenere: in One More Day, Peter sacrifica il matrimonio per salvare May; in No Way Home, Peter sacrifica il rapporto con tutti coloro che ama per salvare il mondo: una differenza sottile nella struttura ma enorme nella percezione del pubblico.

E per questo Brand New Day, dopo essere stato per anni il nome di una delle fasi più controverse della storia editoriale di Peter Parker, può oggi rappresentare qualcosa di molto diverso: un nuovo inizio.

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